Fattibilità di un progetto d’impresa: analisi, valutazione…intuito!

Il processo di creazione di una nuova impresa è assimilabile a quella che viene definita come la fase di fattibilità di un progetto (project).

Una delle principali cause di fallimento di un progetto, così come di una nuova impresa, è proprio la mancanza o la carenza di una adeguata analisi di fattibilità, fatta prima di intraprendere un nuovo progetto.

Ma cosa si intende per analisi di fattibilità di un progetto o di una impresa?

Si tratta di una modalità (strutturata) di raccogliere dati e informazioni – ad un livello sufficientemente macro – con lo scopo di effettuare delle valutazioni in merito alla fattibilità finanziaria, tecnica ed economica del progetto/impresa utili a decidere se possa esserci o meno la convenienza di avviare l’iniziativa; ad esempio, se si pensa di fabbricare un prodotto, è opportuno sapere fin da subito se si potrà avere facilmente accesso alla materia prima o alla tecnologia richiesta per la produzione.

Una efficace Analisi di Fattibilità (Feasibility Analysis) si concretizza in un documento atto a raccogliere quanto meno le seguenti informazioni:

  • settore di mercato, attuale e futuro, relativo ai potenziali clienti ed alla concorrenza, valutando possibilmente aree alternative per determinare il miglior mercato;
  • fattibilità operativa, che tende ad analizzare e valutare alternative sugli aspetti legati alla così detta supply chain, alla disponibilità delle Risorse, quanto meno quelle chiave, alla necessità di certi fornitori e partner e da quanto altro possa garantire il “miglior” prodotto ed il “delivery” dello stesso;
  • fattibilità finanziaria, capace di sostenere i costi stimati di avviamento, gli investimenti, la produzione iniziale e, quindi, la redditività prevista, i flussi di cassa, le necessità di finanziamento, valutando diversi scenari possibili in termini di time ti market, volume di vendite, costi diretti e indiretti, ritardi di consegna, ritardo degli incassi, ecc.
  • valutazione dei “major risk” determinati da possibili vincoli e dalle imprescindibili assunzioni di base e, dalle inevitabili incertezze derivanti dai punti sopra esposti, che potrebbero avere un impatto negativo sull’iniziativa.

D’altra parte, va messo in evidenza che diverse persone – senior d’azienda – sono convinte che possano prendere decisioni basate sul loro intuito e/o sulla loro esperienza e per questo considerano la raccolta di informazioni e dati superflua; al di là di certi atteggiamenti di pura presunzione che spesso portano a sbagliare e all’insuccesso, va detto che in certi casi, specie in circostanze di forte incertezza in cui la raccolta di ulteriori dati e analisi non apporta contributi efficaci e non genera cambiamenti significativi – in un modo o nell’altro – e, al contrario possono invece ritardare inutilmente il processo decisionale, fidarsi del proprio istinto (o come si dice della propria pancia) permette di andare avanti e può dimostrarsi vantaggioso.

In realtà, in questo processo decisionale apparentemente saccente e presuntuoso gioca un ruolo determinante il fattore Leadership, vale a dire quella Competenza – e non solo quella dote – che fa andare oltre le informazioni, i dati e i calcoli di probabilità dei rischi che, in un contesto poco noto diventano irrealistici e forse anche dannosi.

In definitiva, se si dispone di dati realistici ed applicabili per fare una consistente Analisi di Fattibilità e se si sia in grado di valutare con ragionevole attendibilità la probabilità di successo dell’iniziativa, è fortemente raccomandato di effettuarla e di fare affidamento su di essa, evitando di confidare semplicemente nell’istinto.

Se, d’altra parte, si sta cercando di prendere una decisione insolita, in un ambito poco conosciuto, dove i dati sono pochi e incerti, l’intuito può risultare utile.

Una volta però che ci si affidati all’intuito per prendere una decisione che comporta dei rischi, sarebbe opportuno evitare di cercare di spiegarla o giustificarla ad altri su come ci si sia arrivati; infatti se per fare questo si vuole applicare la logica dei dati per supportarla, può accadere di rimetterla in discussione e di arrivare a prenderne una diversa, magari peggiore.

Se è l’istinto a guidare un Leader a prendere una decisione è difficile cercare di trovarne una logica, basata sui dati che possa convincere tutti i propri collaboratori.

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